Brand Identity e comunicazione visiva.

Il tuo brand è molto più di un logo: è il tuo sogno che prende forma. Avere un’attività significa svegliarsi ogni giorno e fare ciò che si ama… o almeno dovrebbe essere così. Il tuo brand non è statico, non è un soprammobile. Ha bisogno di COMUNICARE, VIVERE e FARSI NOTARE, proprio come te.

Il tuo brand è molto più di un logo: è il tuo sogno che prende forma. Avere un’attività significa svegliarsi ogni giorno e fare ciò che si ama… o almeno dovrebbe essere così. Il tuo brand non è statico, non è un soprammobile. Ha bisogno di COMUNICARE, VIVERE e FARSI NOTARE, proprio come te.

Prima di realizzare qualsiasi progetto o asset grafico, bisogna capire chi è il brand e per chi esiste.

Quando prendo in carico un progetto, non dimentico mai di seguire questi passaggi:

1. La fase di scoperta o strategia.

  • L'analisi: Si studiano i valori aziendali, la missione e la vision, si analizza il tuo modo di comunicare e quello dei competitors.

  • Il target: Si definiscono le "Buyer Personas". A chi stiamo parlando? Quali sono i loro bisogni e desideri?

  • Il mercato: Chi sono i competitor? L’obiettivo è trovare quello spazio unico dove il brand non ha rivali.

  • L'anima: Si definisce il "tone of voice" (amichevole, istituzionale, ribelle?) e il posizionamento.

2. Concept (moodboard e bozze).

Qui si inizia a dare una forma ai concetti espressi nella fase di scoperta.

  • Moodboard: Una bacheca di immagini, texture, font e colori che evocano il "feeling" del brand. Non c'è ancora nulla di definitivo, serve a testare se la direzione creativa è corretta.

  • Naming (se necessario): Se il brand non ha un nome, si lavora su fonetica, significato e disponibilità.

3. Progettazione dell'identità visiva

Questa è la fase progettuale più importante.

  • Il Logo: Personalmente preferisco progettarlo partendo da schizzi fatti a mano. Si creano diverse varianti (principale, secondaria, monogramma), per renderlo scalabile e adatto a ogni canale.

  • Tipografia: La scelta dei font comunica tantissimo, perciò non darla mai per scontata!

  • Palette colori: Non è solo estetica, il colore può essere un elemento IMPORTANTISSIMO, se usato bene. Pensa al marketing di Burger King, dove il colore è utilizzato alla grande!

  • Elementi Grafici: Icone, pattern o uno stile fotografico specifico che rendono il brand riconoscibile anche senza vedere il logo.

4. Applicazioni e punti di contatto.

Un brand vive nel mondo reale, bisogna declinarne l'identità su tutti i punti di contatto:

  • Digital: Sito web, social media, newsletter.

  • Coordinato aziendale: Biglietti da visita, packaging, divise, segnaletica degli uffici.

  • Esperienziale: Come risponde al telefono il customer service? Che profumo c'è nel negozio? Anche questo è branding.

5. Il Brandbook.

Per evitare che il brand venga "distrutto" da utilizzi errati, si crea un manuale d'uso (Brand Guidelines). Questo documento spiega come va curato il tuo brand. Qui sotto sono riportati solo alcuni degli aspetti da inserire nel manuale:

  1. Come usare il logo (e come non usarlo).

  2. I codici esatti dei colori (HEX, CMYK, Pantone).

  3. Le gerarchie tipografiche.

  4. Esempi di impaginazione.

  5. Stili di comunicazione.

Quando prendo in carico un progetto, non dimentico mai di seguire questi passaggi:

1. La fase di scoperta o strategia.

  • L'analisi: Si studiano i valori aziendali, la missione e la vision, si analizza il tuo modo di comunicare e quello dei competitors.

  • Il target: Si definiscono le "Buyer Personas". A chi stiamo parlando? Quali sono i loro bisogni e desideri?

  • Il mercato: Chi sono i competitor? L’obiettivo è trovare quello spazio unico dove il brand non ha rivali.

  • L'anima: Si definisce il "tone of voice" (amichevole, istituzionale, ribelle?) e il posizionamento.

2. Concept (moodboard e bozze).

Qui si inizia a dare una forma ai concetti espressi nella fase di scoperta.

  • Moodboard: Una bacheca di immagini, texture, font e colori che evocano il "feeling" del brand. Non c'è ancora nulla di definitivo, serve a testare se la direzione creativa è corretta.

  • Naming (se necessario): Se il brand non ha un nome, si lavora su fonetica, significato e disponibilità.

3. Progettazione dell'identità visiva

Questa è la fase progettuale più importante.

  • Il Logo: Personalmente preferisco progettarlo partendo da schizzi fatti a mano. Si creano diverse varianti (principale, secondaria, monogramma), per renderlo scalabile e adatto a ogni canale.

  • Tipografia: La scelta dei font comunica tantissimo, perciò non darla mai per scontata!

  • Palette colori: Non è solo estetica, il colore può essere un elemento IMPORTANTISSIMO, se usato bene. Pensa al marketing di Burger King, dove il colore è utilizzato alla grande!

  • Elementi Grafici: Icone, pattern o uno stile fotografico specifico che rendono il brand riconoscibile anche senza vedere il logo.

4. Applicazioni e punti di contatto.

Un brand vive nel mondo reale, bisogna declinarne l'identità su tutti i punti di contatto:

  • Digital: Sito web, social media, newsletter.

  • Coordinato aziendale: Biglietti da visita, packaging, divise, segnaletica degli uffici.

  • Esperienziale: Come risponde al telefono il customer service? Che profumo c'è nel negozio? Anche questo è branding.

5. Il Brandbook.

Per evitare che il brand venga "distrutto" da utilizzi errati, si crea un manuale d'uso (Brand Guidelines). Questo documento spiega come va curato il tuo brand. Qui sotto sono riportati solo alcuni degli aspetti da inserire nel manuale:

  1. Come usare il logo (e come non usarlo).

  2. I codici esatti dei colori (HEX, CMYK, Pantone).

  3. Le gerarchie tipografiche.

  4. Esempi di impaginazione.

  5. Stili di comunicazione.

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