Uno spazio sicuro, per dare forma alle tue idee.

Ho una proposta folle. Scopriamo insieme chi sei, cosa fai e perché lo fai, ma a modo mio!

Ho una proposta folle. Scopriamo insieme chi sei, cosa fai e perché lo fai, ma a modo mio!

Oggi va tutto a una velocità fottuta. Tutti vogliono scalare, automatizzare, delegare all'ai e consegnare progetti come se fossero panini del fast food.

Si è persa la pazienza di capire, di guardarsi in faccia e, soprattutto, di stringere contatti. Se pensiamo ai grandi maestri del design del '900, gente come Massimo Vignelli o ai progetti illuminati di Olivetti, il design non era un file inviato su WeTransfer, ma una questione di presenza, di respiro aziendale e di cultura vissuta.

Ho deciso di riprendermi quel tempo e di proporre qualcosa che oggi sembra folle. Non mi interessa scalfirti la superficie con due domande via mail; io voglio entrare nel tuo ufficio, sedermi al tuo tavolo e capire chi sei davvero quando non stai cercando di vendermi la versione migliore di te stesso.

La verità batte il marketing (quello finto).

Il motivo per cui questa mossa è vincente è semplice. La verità non si può inventare a tavolino, spesso il marketing crea identità di plastica che crollano al primo soffio di vento. Se un brand si professa sostenibile,ma poi vedo sprechi ovunque mentre cammino tra le scrivanie, non è carino. Questa immersione mi permette di costruire un branding onesto, che non ha bisogno di maschere perché affonda le radici nella realtà quotidiana della tua azienda. È un lavoro di alta consulenza che si allontana anni luce dalla "fuffa" creativa che trovi dietro l'angolo a pochi euro.

Un cliente che accetta di aprirmi le porte per due settimane è un cliente che ha capito che il valore non sta nelle promesse, ma nei fatti.

Il lusso di osservare (e le sue sfide).

Chiaramente, questo non è un gioco per tutti. So bene che per una piccola azienda sentirsi "osservata" può mettere ansia, quasi come se fossi un ispettore. Ma il punto è proprio questo, non sono per giudicare, ma per praticare un ascolto attivo.

È un investimento reciproco di fiducia che trasforma il mio lavoro in un racconto autentico, permettendomi anche di documentare il "dietro le quinte" e mostrare come un appunto preso al volo in magazzino diventi poi un segno grafico iconico.

Come funziona il percorso.

Il percorso è diviso in due momenti precisi che trasformano la mia presenza in un risultato concreto. Durante la prima settimana ci concentriamo sul tuo metodo di lavoro e di approccio al cliente, imparo cosa fai, cosa produci o cosa vendi; esploriamo insieme metodi e soluzioni di comunicazione. Nei giorni successivi, invece, passiamo alla progettazione, inizio a buttare giù i primi bozzetti e analizziamo insieme il brand con moodboard e proposte. Dopodichè, solo dopo aver stabilito le basi del progetto, passerò alla realizzazione vera e propria.

Questo è il mio modo di fare design genuino. Niente scorciatoie, niente algoritmi. Solo quattro chiacchiere, due settimane di vita vera e, alla fine…

un brand che spacca!

Si è persa la pazienza di capire, di guardarsi in faccia e, soprattutto, di stringere contatti. Se pensiamo ai grandi maestri del design del '900, gente come Massimo Vignelli o ai progetti illuminati di Olivetti, il design non era un file inviato su WeTransfer, ma una questione di presenza, di respiro aziendale e di cultura vissuta.

Ho deciso di riprendermi quel tempo e di proporre qualcosa che oggi sembra folle. Non mi interessa scalfirti la superficie con due domande via mail; io voglio entrare nel tuo ufficio, sedermi al tuo tavolo e capire chi sei davvero quando non stai cercando di vendermi la versione migliore di te stesso.

La verità batte il marketing (quello finto).

Il motivo per cui questa mossa è vincente è semplice. La verità non si può inventare a tavolino, spesso il marketing crea identità di plastica che crollano al primo soffio di vento. Se un brand si professa sostenibile,ma poi vedo sprechi ovunque mentre cammino tra le scrivanie, non è carino. Questa immersione mi permette di costruire un branding onesto, che non ha bisogno di maschere perché affonda le radici nella realtà quotidiana della tua azienda. È un lavoro di alta consulenza che si allontana anni luce dalla "fuffa" creativa che trovi dietro l'angolo a pochi euro.

Un cliente che accetta di aprirmi le porte per due settimane è un cliente che ha capito che il valore non sta nelle promesse, ma nei fatti.

Il lusso di osservare (e le sue sfide).

Chiaramente, questo non è un gioco per tutti. So bene che per una piccola azienda sentirsi "osservata" può mettere ansia, quasi come se fossi un ispettore. Ma il punto è proprio questo, non sono per giudicare, ma per praticare un ascolto attivo.

È un investimento reciproco di fiducia che trasforma il mio lavoro in un racconto autentico, permettendomi anche di documentare il "dietro le quinte" e mostrare come un appunto preso al volo in magazzino diventi poi un segno grafico iconico.

Come funziona il percorso.

Il percorso è diviso in due momenti precisi che trasformano la mia presenza in un risultato concreto. Durante la prima settimana ci concentriamo sul tuo metodo di lavoro e di approccio al cliente, imparo cosa fai, cosa produci o cosa vendi; esploriamo insieme metodi e soluzioni di comunicazione. Nei giorni successivi, invece, passiamo alla progettazione, inizio a buttare giù i primi bozzetti e analizziamo insieme il brand con moodboard e proposte. Dopodichè, solo dopo aver stabilito le basi del progetto, passerò alla realizzazione vera e propria.

Questo è il mio modo di fare design genuino. Niente scorciatoie, niente algoritmi. Solo quattro chiacchiere, due settimane di vita vera e, alla fine…

un brand che spacca!

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